Mina Welby e Nadia Scotti a confronto

IL MESSAGGERO VENETO (Gorizia) 13/01/2011 – Mina Welby e Nadia Scotti a confronto

La prima è moglie di Piergiorgio, la seconda ha un figlio in coma

L’iniziativa – La loro storia, il loro dolore, le loro convinzioni, i loro dubbi. Si confronteranno raccontando prima di tutto se stesse, Mina Welby e Nadia Scotti, quando si incontreranno domani, all’hotel Entourage, in piazza Sant’Antonio. E raccontando quello che hanno passato e stanno passando: la prima, come moglie di un uomo, Piergiorgio Welby, diventato simbolo di chi vorrebbe che in Italia la legislazione sul fine vita cambiasse radicalmente; la seconda, testimoniando l’impegno e l’amore che ogni giorno la portano ad assistere un figlio che vive in uno stato di coma irreversibile e che alla vita di questo figlio non ha mai smesso nemmeno per un istante di aggrapparsi.

E che l’ha portata anche a fondare un’associazione denominata “Oltre… per rivivere” per dare un punto di riferimento a quanti si trovano ad affrontare una condizione simile alla sua. A farle incontrare, mettendole una di fronte all’altra, il Partito democratico e l’associazione radicale Trasparenza è partecipazione, nell’ambito della campagna per i referendum consultivi comunali. «L’intento – spiegano gli organizzatori – è di stimolare una riflessione e un dibattito che partano non da posizioni preconcette, ma dall’esperienza di chi, come per l’appunto Nadia Scotti e Mina Welby, ha vissuto concretamente le situazioni e le scelte di fine vita, elaborando punti di vista diversi».

A introdurre il tema sarà Giannino Busato, medico anestesista e componente del forum Sanità del partito Democratico goriziano (a presiedere il gruppo di lavoro è Francesco Pitzorno). Oltre agli interventi delle due donne, il programma prevede anche l’illustrazione del testo di legge Calabrò sul fine vita in discussione in Parlamento e un intervento del tesoriere dei Radicali, Pietro Pipi, che farà il punto sulla battaglia per l’introduzione a Gorizia di un registro dei testamenti biologici. Per la signora Scotti, ben conosciuta in città, si tratterà della prima volta in assoluto che porterà in pubblico la propria testimonianza, dopo averla raccontata da queste stesse colonne.

Mina Welby, invece è già stata a Gorizia lo scorso 15 dicembre per parlare della sua esperienza e presentare il libro intitolato “L’ultimo gesto d’amore” che la racconta. Inoltre, dal 2006 in poi (da quando cioè il marito, colpito da sclerosi laterale amiotrofica, ha chiesto e ottenuto che un medico gli staccasse le macchine che lo tenevano in vita) porta in giro per l’Italia la sua storia, come ambasciatrice dell’associazione radicale Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica. L’inizio dell’incontro è previsto per le 18.30.

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