Referendum, comitato irritato con il Comune

IL MESSAGGERO VENETO (Gorizia) 28/01/2011 – Referendum, comitato irritato con il Comune

«Garanti convocati all’ultim’ora» – FIORELLI: non si insabbi la volontà dei cittadini

«I goriziani vogliono il Referendum day e l’hanno dimostrato, sottoscrivendo la raccolta firme», ma il Comitato promotore dei referendum teme che tale volontà non sia corrisposta dall’amministrazione comunale. Il timore nasce dal fatto che la riunione del Comitato dei garanti è stata indetta appena per lunedì, alle 9.30 in prima convocazione e alle 15 in seconda. Un passaggio obbligato, che deve precedere il consiglio comunale.

Il punto è che, secondo il regolamento comunale, il termine massimo entro il quale le assise civiche possono indire i referendum è proprio quello del 31 gennaio. Ovvero lo stesso giorno in cui si riunirà il Comitato dei garanti. «Certo, può sempre accadere che il consiglio comunale venga convocato per lunedì 31 gennaio subito dopo la riunione del Comitato dei garanti, magari alle 16 del pomeriggio – ha osservato Renato Fiorelli, portavoce del Comitato promotore –, ma pare un’ipotesi tirata per le orecchie, visto che non è stata nemmeno indetta, finora, una conferenza dei capigruppo propedeutica alla riunione delle assise civiche.

Non vorremmo che questa dilazione temporale costituisse, invece, un pretesto per pórci di fronte al fatto compiuto e dire che il Comune intendeva rispettare la volontà espressa dai cittadini, ma che alla fine, per inghippi burocratici, non si è fatto in tempo». «Temiamo – ha sottolineato Fiorelli – che si verifichi, insomma, un insabbiamento della volontà popolare. Forse non si aspettavano che noi riuscissimo a raccogliere entro i termini stabiliti tutte le firme necessarie. Invece ce l’abbiamo fatta. Allora forse stanno provando a menar il can per l’aia.

Ora, però, quest’importante risultato non dev’essere vanificato dallo slittamento dei successivi passaggi burocratici». Fiorelli intende chiedere pertanto ai consiglieri comunali che avevano firmato la richiesta di convocazione delle assise civiche «di farsi parte diligente e di portare avanti questa richiesta». Come si ricorderà, il Comitato promotore era riuscito, con una volata finale, a superare il tetto di 1.500 firme per ciascuno dei quattro quesiti proposti, sia i due vecchi quesiti sia i due nuovi, suggeriti dall’associazione radicale “Trasparenza è partecipazione”. Le prime due proposte referendarie riguardavano l’inserimento della delibera d’iniziativa popolare fra gli strumenti previsti dallo statuto del Comune e l’abolizione del quorum del 50%+1 per la validità dell’esito referendari.

I nuovi quesiti, invece, propongono l’istituzione del registro dei testamenti biologici in municipio, dove il cittadino potrà facoltativamente indicare le proprie dichiarazioni anticipate di trattamento sanitario e terapeutico, e infine la modifica della composizione del Comitato dei garanti (difensore civico presidente, un membro nominato dall’amministrazione comunale e un componente del comitato per il referendum).

Ilaria Purassanta

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