Referendum day, goriziani alle urne prima dell’estate

IL MESSAGGERO VENETO (Gorizia) 24/02/2011 – Referendum day, goriziani alle urne prima dell’estate

Tre le possibili date (29 maggio, 5 o 12 giugno) per la consultazione popolare su garanti, quorum e statuto. Quantificata la spesa: 100 mila euro

Il referendum day si farà. Sono tre le possibili date per la consultazione popolare, fissate l’altra sera, dal consiglio comunale, con 28 voti favorevoli, quattro contrari (gli assessori Francesco Del Sordi, Antonio Devetag e Guido Germano Pettarin e il consigliere Giulio Tavella del Pdl) e un’astensione (Maria Grazia Mollica del Pdl). La consultazione referendaria dovrebbe tenersi il 29 maggio. In caso di concomitanza con l’eventuale ballottaggio per le elezioni provinciali, invece, la data slitterà al 5 giugno, in coincidenza con i referendum nazionali.

Qualora tali referendum dovessero saltare, la consultazione referendaria comunale sarebbe spostata al 12 giugno. L’assessore comunale alle Finanze, Pettarin, si è dichiarato fermamente contrario per i costi eccessivi dell’operazione. «Gli uffici hanno quantificato la spesa in circa 100 mila euro nel caso in cui non si svolga in concomitanza con altri eventi referendari – ha dichiarato Pettarin –. Diversamente spenderemmo 85 mila euro. I costi comprendono gli onorari dei componenti degli uffici della sezione elettorale e dell’ufficio centrale e quelli per l’assunzione di personale a tempo determinato, dalla pulizia delle sedi di seggio alla stampa della modulistica e delle schede, dall’acquisto di beni e servizi agli oneri di spedizione delle schede agli elettori italiani residenti all’estero».

Per coprire tali spese sarà utilizzata parte dell’avanzo di amministrazione 2010. Per che cosa voteranno i cittadini? Sono tre i quesiti refendari, dopo la bocciatura del referendum per l’istituzione del registro dei testamenti biologici. Il primo riguarda la ridefinizione della composizione del Comitato dei garanti. Il quesito propone che sia composto da un rappresentante del Comune, da un rappresentante indicato dal Comitato promotore dei referendum e dal difensore civico con funzioni di presidente. Il secondo quesito chiede l’abolizione del quorum per la validità dell’esito referendario: ovvero la preferenza espressa dai cittadini conterà comunque anche se andrà alle urne meno del 50% dei goriziani aventi diritto al voto.

Il terzo quesito, infine, concerne l’inserimento della delibera d’iniziativa popolare fra gli istituti di consultazione previsti dallo statuto comunale. Tutti i cittadini potranno così sottoporre all’attenzione delle assise civiche le loro proposte. Il Comitato promotore dei referendum è riuscito a ottenere tre vittorie: la riammissione dei due vecchi quesiti referendari, la sottoscrizione delle 1.500 firme necessarie per tutti e tre i quesiti, l’indizione della data del referendum day da parte del consiglio comunale.

Ilaria Purassanta

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