Morto Corai, paladino dei diritti civili

Cordoglio. Docente e politico, nelle file di verdi e radicali, fu consigliere provinciale. Lunedì funerali alla casa del popolo

IL MESSAGGERO VENETO (Pordenone) 12/03/2011 – Morto Corai, paladino dei diritti civili

Malore in casa a 75 anni. Letterato, fondò il primo circolo di liberazione omosessuale

di STEFANO POLZOT – Ieri sera Italo Corai doveva essere a Ferrara per assistere al “Giulio Cesare” di Haendel. L’amico che l’avrebbe accompagnato si è presentato a casa sua, intorno alle 10, e ha più volte bussato, ma la porta non si è mai aperta. Allarmato, ha chiesto aiuto ai familiari. Una volta entrati la tragica scoperta: il corpo di Corai giaceva esanime. La morte probabilmente è sopraggiunta nella notte: un infarto, forse un ictus. Così se ne è andato, a 75 anni, un uomo che ha fatto della difesa dei diritti civili la bandiera di una vita.

Solo una settimana fa Italo Corai aveva partecipato, all’ex convento di San Francesco, alla presentazione dell’ultimo libro di Angelo Pezzana, fondatore del Fuori!, il primo movimento di liberazione omosessuale della storia d’Italia. «Era emozionato come un ragazzino – racconta Giacomo Deperu, vice presidente del comitato Arcigay “Nuovi passi” di Udine e Pordenone – perché teneva molto a quella presentazione vista la sua amicizia con Pezzana. Italo era un grande uomo, che ha scritto una pagina delle lotte per i diritti degli omosessuali a Pordenone e non solo. La sua scomparsa, oltre a un grande vuoto, ci lascia la responsabilità di continuare quelle battaglie».

Un impegno civile che Corai maturò negli anni Sessanta e Settanta, proprio fondando a Pordenone un circolo del Fuori! e quindi avvicinandosi al partito Radicale di cui è stato uno degli animatori più conosciuti in provincia. Insieme a Mario Puiatti ha collaborato con i Verdi Colomba, per i quali è stato, per un breve periodo, nella legislatura 1990-1995, consigliere provinciale. Corai, insegnante, da alcuni anni ormai in pensione, aveva anche una sensibilità letteraria che lo aveva portato a raccontare le storie degli operai e delle operaie delle fabbriche pordenonesi insieme a un gruppo di lavoro, con in primis Teresina Degan, che aveva dato vita ai “Racconti dei cotonifici”. Si era dedicato anche alla letteratura, scrivendo “Donne a Nordest – quello che nessuno ha mai scritto sulle donne” e “Santuari mediterranei”. In precedenza era stato autore di alcuni libri di testo adottati dalle scuole.

«Italo – ricorda l’assessore alle Politiche sociali, Giovanni Zanolin – era un carissimo amico, un uomo buono e leale, uno stimato insegnante. Un uomo coraggioso, il primo omosessuale a Pordenone a dichiararsi pubblicamente. Proprio in occasione della presentazione del libro di Pezzana, aveva avuto la soddisfazione di veder crescere quel movimento per i diritti civili di cui era stato un animatore locale e nazionale. Da omosessuale aveva insegnato a noi ragazzi eterosessuali a relazionarci con lui anche affettivamente con baci e abbracci senza paura. Militante radicale da sempre, aveva partecipato a molte competizioni elettorali, da protagonista. Lascia un grande vuoto, in me e in moltissimi in città». I funerali, con rito civile, avranno luogo lunedì, alle 15, alla Casa del popolo di Torre.

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