«I goriziani vadano a votare»

IL MESSAGGERO VENETO (Gorizia) 09/06/2011 – «I goriziani vadano a votare»

Appello della vicepresidente del Senato sui referendum locali

«Siamo passati da cittadini a popolo, da popolo ad audience, da audience a plebe. I referendum possono costituire un’operazione di riconquista della cittadinanza, una riscossa». Emma Bonino, vicepresidente del Senato e storica esponente radicale, ha concluso così il suo intervento alla tavola rotonda organizzata ieri dal comitato promotore dei referendum comunali in programma domenica nel capoluogo isontino.

«Invito i goriziani a votare e a fare passaparola, per porre rimedio a una bizzarria regolamentare che sembra fatta apposta per invogliare gli elettori a non recarsi alle urne – ha detto Bonino, riferendosi alla difformità di orari e seggi tra referendum nazionali e comunali -. L’auspicio è che arrivi un segnale di rivitalizzazione di un istituto che versa in stato comatoso». L’ex ministro del commercio ha poi ripercorso le varie tappe della storia delle consultazioni referendarie nazionali: «Le forze politiche in questi anni hanno fatto di tutto per far desistere gli elettori: così si vota a giugno, quando 4 milioni di famiglie sono già in viaggio e, in questa occasione, con un servizio pubblico radiotelevisivo che riesce a veicolare informazioni che raggiungono a malapena un decimo degli italiani», ha detto la senatrice.

E sui quattro quesiti nazionali: «Diciamo sì all’abrogazione del legittimo impedimento e del nucleare, tema sul quale il popolo si era peraltro già espresso nel 1986», ha spiegato Bonino, riflettendo poi sui referendum sull’acqua pubblica: «D’accordo ridiscutere di servizi pubblici locali, ma è corretto lasciare una porta aperta anche a investimenti di carattere privato». All’incontro, moderato dal giornalista Vincenzo Compagnone, sono intervenuti anche il professor Giuseppe Ieraci e il segretario dell’associazione radicale “Trasparenza è partecipazione”, Pietro Pipi, che ha sottolineato la valenza del terzo quesito comunale, sulla diversa composizione del comitato dei garanti, «che, espressione dell’amministrazione, ha puntualmente bocciato ogni proposta di referendum», ha osservato. (ch.se.)

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