Il falò delle vanità

NOTIZIE RADICALI 22/08/2011 – Il falò delle vanità

di Walter Mendizza

Il 17 agosto Rita Bernardini ci ha raccontato 4 storie di ordinaria follia, per mostrarci meglio in che paese viviamo e per farci meglio comprendere quanto possa costare a cittadini incolpevoli la follia delle leggi proibizioniste. Le storie presentate da Rita riempiono bene il filone della follia della legge Fini Giovanardi. L’altra faccia della stessa moneta la racconta questa vicenda, accaduta qui nel profondo Nord, del profondo Friuli: a Tolmezzo, in Carnia. La vicenda coinvolge un brigadiere dei carabinieri, il luogotenente Demetrio Condello, 50 anni, che dai primi di agosto è agli arresti domiciliari con l’accusa di spaccio di droga.

Dicevo che è l’altra faccia di una stessa medaglia che vede coinvolto anche chi dovrebbe stare totalmente dall’altra parte, e invece poi si scopre che non è così. Adesso gli inquirenti stanno indagando nella vita del luogotenente. Sembra che da anni si batte in prima linea nelle operazioni antidroga ma poi, evidentemente di notte si trasforma come Dr. Jekyll e Mr. Hyde e passa dall’altra parte. Non sorprende allora che sia stato lo stesso Condello uno dei principali artefici dell’opera di repressione, sul fronte droga, all’interno del Rototom Sunsplash, il più grande festival di reggae europeo che si tenne ad Osoppo dal 1994 al 2009. Ne sa qualcosa il nostro compagno Stefano Barazzutti che si batté inutilmente per non privare il Friuli del festival e cercando di informare i radicali di quanto stava succedendo per convincerli a presentare un’interrogazione parlamentare. Purtroppo la cosa non seguì questo filone e il festival lasciò Osoppo. Fatto sta che Condello con le sue incessanti operazioni (ordinate dal comandate provinciale dei CC il tenente Fabio Pasquariello) è uno dei principali artefici della chiusura del fesival reggae Sunsplash!

Come nel romanzo Il Falò delle vanità, il capo del sostituto procuratore voleva mandare in galera un uomo ricco e magari bianco, in quanto l’arresto di un ricco bianco avrebbe potuto valergli i voti della comunità nera. Nel nostro piccolo falò delle vanità di Tolmezzo, il luogotenente poteva far carriera sui bigotti (dentro e fuori dell’Arma) che non hanno mai né condiviso né moralmente approvato ilRototom SunSplash e hanno sempre manifestato la propria insofferenza verso quello stile di vita.

Che dire? Speriamo che la giustizia segua il suo corso e si faccia luce su questo luogotenente Demetrio Condello. Però una domanda resta: il Rototom è andato in Spagna. E adesso chi risarcisce i danni del mancato festival? Il più grande festival del levare in Europa che non ha mai negato il forte legame con il Friuli e con Osoppo dove per anni era andato in scena. E tutto l’indotto che girava attorno? Ironia della sorte, il caso ha voluto che la vicenda Tolmezzo scoppiasse proprio in questi giorni. Il 18 agosto, si sono aperti i cancelli del festival traslocato a Benicassim in Valencia, Spagna.

Sdegno, rabbia e incredulità sono stati i commenti lasciati sulla pagina di Facebook di Filippo Giunta, il presidente del /Rototom Sunsplash/ che era stato addirittura indagato dalla Procura di Tolmezzo perché avrebbe agevolato l’uso di sostanze stupefacenti nei giorni in cui il festival reggae si svolgeva al parco del Rivellino di Osoppo. Anche il compagno Barazzutti si lasciò andare allo stesso secco e amaro commento di Filippo Giunta: “… e dire poi che i colpevoli eravamo noi …”.

In questi giorni che non si fa altro che parlare da dove prendere i soldi per la manovra e le manovrine che verranno, forse non sarebbe male che insieme al lodevole sforzo per individuare tutte le categorie sociali che possono fare uno sforzo economico e pagare il contributo di solidarietà, (ad esempio la Chiesa e la sua casta dei casti come già giustamente annunciato da molti Radicali), non sarebbe male, dicevo, che si pensasse seriamente alla madre di tutte le manovre finanziarie: legalizzare le droghe leggere imponendo una tassa che finanzia da sola abbondantemente l’attuale manovra ma che soprattutto priverebbe le associazioni a delinquere di una buona fetta delle loro entrate e, inoltre, dimezzerebbe la popolazione carceraria risolvendo il problema del sovraffollamento nelle carceri. Si chiuderebbe così, a tenaglia, una battaglia politica iniziata con Pannella alcuni mesi fa con un drammatico sciopero della fame e in qualche momento anche della sete e poi incanalata da migliaia di cittadini fino ad ottenere il crisma dell’attenzione politica con le parole del presidente Napolitano: Il sovraffollamento nelle carceri rappresenta un tema di prepotente urgenza sul piano costituzionale e civile.

Tanto più prepotente è l’urgenza, signor Presidente, se poi si scopre che a delinquere sono le stesse sacre istituzioni del Paese.

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