Promozione di misure anti-discriminatorie e di pari opportunità tra i cittadini

PETIZIONE POPOLARE al Sindaco di Gorizia, ex art. 75 vigente Statuto Comunale, avente ad oggetto:

“PROMOZIONE DI MISURE ANTI-DISCRIMINATORIE E DI PARI-OPPORTUNITA’ TRA I CITTADINI”

PREMESSO

Che per la presente petizione si fa riferimento alle competenze attribuite per legge a comuni e province dagli articoli 116, 117 e 118 della Costituzione nonché a quanto già previsto dallo Statuto Comunale e al ruolo rivestito dal Comune, con pienezza di poteri, per il perseguimento dei compiti afferenti alla comunità locale, ai sensi del decreto legislativo 267/2000 e della Legge Regionale 1/2006;

che compito di questa Amministrazione, non meno che del Governo, è quello di garantire alle persone i diritti civili e sociali, senza discriminare coloro che affidano i propri progetti di vita a forme di convivenza diverse dalla famiglia tradizionalmente intesa;

che il riconoscimento di tali diritti non intende modificare o alterare il riconoscimento e l’importanza della famiglia fondata sul matrimonio affermati e garantiti dalla Costituzione all’art. 29, il quale non esclude all’evidenza il sorgere o l’esistenza di diverse formazioni sociali, d’altra parte previste e tutelate dall’art. 2 della Costituzione;

CONSIDERATO

che già da tempo è stato ritenuto che l’ambito di operatività e quindi di riconoscimento e tutela costituzionale dell’art. 2 della Costituzione si estende sicuramente alla fattispecie della famiglia di fatto dal momento che, come rilevato dalla Corte Costituzionale, un consolidato rapporto, ancorché di fatto, non appare, anche a sommaria indagine, costituzionalmente irrilevante quando si abbia riguardo al rilievo offerto al riconoscimento delle formazioni sociali e alle conseguenti, intrinseche manifestazioni solidaristiche (sentenza della Corte costituzionale n. 237 del 18.11.1986);

CONSIDERATO

altresì che, ancorché la creazione di un nuovo status personale non possa certamente che spettare al legislatore statale, deve riconoscersi al Comune la possibilità di operare in materia nell’ambito dei principi e delle regole fissate dalla legislazione statale e per le finalità ad esso assegnate dall’ordinamento;

RILEVATO

pertanto che, fermi restando i registri previsti dalla Legge e dal regolamento anagrafico, il Comune può istituire uno o più registri per fini diversi ed ulteriori rispetto a quelli propri dell’anagrafe, organizzati secondo dati ed elementi obbligatoriamente contenuti nei pubblici registri anagrafici;

CONSIDERATO

pertanto che l’iscrizione in tali registri particolari non viene affatto ad assumere carattere costitutivo di status ulteriori e quindi riconoscimento di poteri o doveri giuridici diversi da quelli già riconosciuti dall’ordinamento agli stessi soggetti, ma solo un effetto di pubblicità ai fini ed agli scopi che l’Amministrazione Comunale ritiene meritevoli di tutela;

RITENUTO

che tali ulteriori fini siano da ravvisare nel consentire l’accesso, presente e futuro, per le coppie formate da persone unite civilmente a una serie di procedimenti, benefici e opportunità amministrative previste dall’ordinamento comunale come ad esempio l’accesso per le graduatorie alle case popolari;

RITENUTA

pertanto l’opportunità, per i motivi innanzi espressi, di disporre la tenuta, presso un apposito ufficio, di un registro dove iscrivere, seguendo la distinzione operata dalla legge, le persone legate da vincoli non, ancora, “legali” (matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela) ma solamente da vincoli affettivi e di reciproca solidarietà;

per quanto sopra si SOTTOSCRIVE la seguente PETIZIONE al fine di chiedere:

1. la previsione nello statuto del Comune del principio di non discriminazione, anche associandolo a quello di pari opportunità già esistente;

2. l’avvio di un programma di intervento per la prevenzione e il contrasto dell’omofobia e l’assistenza alle vittime di atti di violenza o maltrattamento;

3. l’adesione alla Rete RE.A.DY, Rete Nazionale delle pubbliche amministrazioni anti-discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere;

4. la promozione di azioni di mainstreaming perché il principio di non discriminazione e quello di pari opportunità siano trasversali a tutta l’attività della pubblica amministrazione in ogni ambito di competenza: Statuto, regolamenti, delibere, determini e tutti gli atti rilevanti verso l’esterno;

5. l’Istituzione del registro delle Unioni Civili presso il Comune di Gorizia.

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