Serracchiani: stop ai pranzi rimborsati

IL MESSAGGERO VENETO (Pordenone) 09/04/2013 – Serracchiani: stop ai pranzi rimborsati

La candidata accoglie l’anagrafe degli eletti proposta dai Radicali. Addio spese a pié di lista

Consiglieri regionali ai raggi X grazie all’anagrafe degli eletti: report in tempo reale, di facile accesso per i cittadini, dei redditi ma anche dell’attività politica, votazioni comprese. La proposta – già pronto l’articolato di legge – la lanciano i candidati radicali (Stefano Santarossa di Pordenone e Corrado Libra di Udine) che si presentano al voto nella lista dei Cittadini per Debora Serracchiani. E l’aspirante presidente, ieri nella sala Teresina Degan della biblioteca, ha dato via libera alla proposta, ma non solo. «Come europarlamentare ogni anno presento il mio bilancio sociale. Così potete conoscere, oltre ai miei redditi e allo stato patrimoniale, l’attività che svolgo giorno per giorno.

Potete scoprire che nel 2012 sono stata presente al 98 per cento delle sedute – ha spiegato Serracchiani – ma anche a quali votazioni ho partecipato con il mio gruppo o con altri e con quali associazioni e realtà mi sono incontrata. Il sistema è talmente trasparente che monitora anche l’attività di lobbying: se un parlamentare fa proprio l’emendamento presentato da un’associazione o un ente esterno, questo il cittadino lo può sapere. Questa idea di trasparenza va estesa il più possibile, anche al consiglio regionale». E così accanto al dimezzamento dei fondi ai gruppi, a nuove regole per usarli e rendicontarli – «Non saranno più rimborsati pranzi e cene» esemplifica Serracchiani – ad abolire i vitalizi, il centro-sinistra punta a rendere “pubbliche” le stanze del potere.

pauluzzi«Sarebbe bello – ha detto Marzia Paoluzzi dell’associazione “Trasparenza e partecipazione” di Gorizia – sapere chi sono i consiglieri regionali che hanno votato 56 milioni di euro in favore di canoniche e luoghi di culto e solo 12 alle Province per l’edilizia scolastica». Piero Colussi, consigliere regionale uscente dei Cittadini, ha spiegato come la civica nata con Illy ci abbia provato a scardinare i giochi dei partiti: prima con la legge che proponeva un’autorità di garanzia per le nomine nelle partecipate, vera roccaforte della partitocrazia e che non è mai arrivata in aula. Poi con l’introduzione di criteri di trasparenza nelle nomine in sanità, «principio recepito dal decreto Balduzzi» che la Regione dovrà fare proprio. Non è mancato un siparietto su Insiel: «Ci ho messo un anno – ha detto Colussi – ad avere i verbali dei consigli di amministrazione che mi sarebbero spettati di diritto. Per impedire il controllo alla fine hanno cambiato la legge: il cda viene nominato solo dalla giunta». (m.mi.)

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