Se Bonino venisse a Trieste

NOTIZIE RADICALI 09/10/2013 – Se Bonino venisse a Trieste

di Walter Mendizza

Cara Emma, abbiamo letto la tua lunga intervista rilasciata a Umberto De Giovannangeli sull’Unità dell’8 Ottobre. Un’intervista brillante, sintetica, efficace. Ci hai mostrato la complessità della geopolitica, le tue prese di posizioni nel Medio Oriente ci restituiscono quel ruolo prestigioso che dovrebbe avere un grande Paese come l’Italia. Poche volte un ministero è stato in mani tanto competenti: la situazione nel Mediterraneo; l’intesa Russo Americana sulle armi chimiche, le risposte multilaterali alla tragedia siriana … sono tutte cose dove hai avuto la forza morale e politica nonché la caparbietà nel volere che tutti gli attori si assumessero le proprie responsabilità a cominciare dall’Onu che deve riacquistare un ruolo centrale nella vicenda. Ammiriamo la tua ostinazione nel voler organizzare una nuova conferenza internazionale per la Siria cercando difficili raccordi con gli alleati ai quali ha fatto prevalere la consapevolezza che un intervento militare non solo non sarebbe stato risolutivo ma avrebbe potuto avere conseguenze imprevedibili.

Tutto questo è farina del tuo sacco e ce ne congratuliamo, tuttavia vorrei suggerirti di appuntare un’altra freccia al tuo arco. Mi riferisco alla questione Trieste e al suo Territorio Libero. Non mi dilungo sulla rilevanza dei valori della lotta nonviolenta. Ci capiamo subito su questo punto. È tuttavia necessario parlare di autonomia e avviare una nuova stagione di dialogo col governo italiano, questo è quello che il Movimento Trieste Libera sta cercando di portare avanti (con mezzi assai radicali per la verità) ma in mezzo a una giungla di satrapie politiche e informative degne di un regime vero e proprio.

Ora, come certamente saprai, in questi ultimi anni il Movimento ha intensificato le iniziative a favore della tesi della mancanza di sovranità dello Stato italiano sul TLT, incoraggiando gli abitanti alla disobbedienza civile (pratica annidata tanto nel tuo Dna quanto in quello di ogni militante radicale) invitando gli elettori tielletini a non votare durante le elezioni politiche del febbraio scorso né in quelle regionali di aprile, suggerendo la sottoscrizione e il deposito presso i seggi di dichiarazioni di “non voto”. Numerosi aderenti al MTL hanno anche intrapreso una campagna contro la presunta autorità fiscale italiana e la società di riscossione Equitalia.

Ovviamente l’Ufficio legale dell’Agenzia delle Entrate non ha accolto i vari ricorsi sul difetto di giurisdizione, orientamento condiviso, peraltro, anche dal tribunale civile di Trieste che ha respinto con un’ordinanza il reclamo di un esponente del MTL, riconoscendo la piena giurisdizione di Equitalia nel pignoramento di un immobile. Certo che chiedere all’Italia sulla sovranità di Trieste è come chiedere all’oste se il suo vino è buono. Un anno fa l’europarlamentare Mara Bizzotto della Lega Nord aveva presentato un’interrogazione sul porto franco di Trieste a cui ha risposto il commissario europeo per la fiscalità, il lituano Algirdas Šemeta, dichiarando la validità dell’Allegato VIII del trattato di pace del 1947 che definisce il regime del porto libero di Trieste. La confusione regna sovrana.

Pilatesca è stata la precisazione della direzione dell’Unione europea Giustizia che, sollecitata dal MTL a intervenire di fronte alle violazioni di diritti dei cittadini del TLT commesse dall’autorità giudiziaria italiana, che agirebbe al di fuori della propria giurisdizione, ha detto che la Commissione europea non ha titolo per intervenire essendo lo status giuridico di Trieste al di fuori del campo di applicazione del diritto dell’Unione. Infine l’11 settembre u.s., l’avvocato dello Stato Marco Meloni ha depositato una comparsa di risposta (che valore abbia non si sa) in nome e per conto del Ministero della giustizia dove a suo parere la previsione di Territorio libero è impraticabile … E siamo di nuovo al parere dell’oste sul proprio vino.

Ad oggi, cara Emma, le istituzioni nazionali non sono intervenute in modo organico e univoco sulla questione mentre un tentativo di istituzionalizzare questa vicenda è stato fatto in loco dal consigliere comunale di Trieste Paolo Rovis del Pdl. Il sig. Rovis ha presentato un ordine del giorno con il quale intendeva impegnare l’aula a convocare una seduta dedicata al TLT con esperti giuridici e rappresentanti istituzionali. L’ordine del giorno è stato dichiarato irricevibile dopo una votazione in cui solo 3 dei 27 consiglieri presenti hanno sostenuto l’ordine del giorno; lo stesso Rovis e due consiglieri del Movimento 5 Stelle.

Infine, pochi giorni fa, il 7 ottobre, il Governo italiano ha formalizzato una prima posizione ufficiale sull’amministrazione del TLT, rispondendo tramite il Ministero degli Esteri (sì, proprio il tuo ministero!) da parte del sottosegretario Marta Dassù ad una interrogazione conoscitiva del deputato triestino del M5 Stelle, Aris Prodani. Il suo Ministero, onorevole Bonino, ha sorprendentemente adottato la nota tesi pseudo-giuridica dei nazionalisti italiani secondo cui il Memorandum di Londra del 1954 non avrebbe introdotto l’amministrazione provvisoria ma la sovranità italiana su Trieste, incluso gli allegati, e tra questi quello istitutivo del Porto Franco internazionale di Trieste. Ho usato l’avverbio “sorprendentemente” perché non mi aspettavo che una tesi simile potesse venir fuori dal dicastero da te presieduto. Tale tesi è totalmente infondata (oltre che smentita dai Trattati stessi) e viola inoltre il diritto internazionale, la Carta delle Nazioni Unite e in particolare gli artt. 61 e 62 della Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati.

Cara Emma, prima ancora che come ministra competente, te lo chiedo come paladina di liberalismo economico, come sostenitrice della lotta nonviolenta, come protettrice dei diritti calpestati dei cittadini: vogliamo chiarire di una buona volta per tutte, gli aspetti del diritto internazionale che riguardano il TLT? Colma questo vuoto con una bella risposta che sia comprensibile per tutti come è tuo uso fare. L’uso della nonviolenza e le manifestazioni pacifiche che sono il pane della conoscenza di cui tanto si vanta il partito Radicale a cui entrambi apparteniamo, deve trovare una auspicabile risposta per evitare l’aggravarsi delle tensioni sociali e politiche legate a questa vicenda, tensioni che ancora non si vedono , ma si avvertono come si avverte il vento che porterà la pioggia.

Mi auguro ancora che prima di pronunciarti, tu venga a trovarci a Trieste. Purtroppo le ottobrate triestine non sono come quelle romane, ma sono certo che qualche refolo di bora piacevolmente fresca potrebbe ridestare antiche e gloriose posizioni liberali e libertarie. Marco Pannella c’è stato tantissime volte qui. Vieni anche tu, non ti pentirai.

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