Fine vita, la Curia attacca il sindaco non porge la guancia

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IL PICCOLO 20/02/2014 (Trieste) –  Fine vita, la Curia attacca il sindaco non porge la guancia

Il direttore di Vita Nuova: «Le Dat? Vecchie e inutili. Un ossequio alla moda».

Cosolini: «Un affondo rozzo e intollerante. Spero non sia in linea con il vescovo»

Nessuno mi può giudicare? «Egregio signor Fontana, noto dalle sue parole il bieco talebanesimo di chi si arroga il diritto di giudicare. Le ricordo che quando eravamo ragazzini, a catechismo, ci hanno spiegato che corrispondeva al “peccato di arroganza”. Forse un po’ di ripasso ci starebbe bene. Beato lei che ha libertà di giudicare. Ma non ricordo facesse parte delle Beatitudini». I commenti su Vita Nuova non sono tutti compiacenti. Paolo Bonivento offre una lezione di cateschismo al direttore Stefano Fontana (nella foto) che replica: «La ragione è la facoltà di giudicare. Chiunque usa la ragione dà un giudizio. Come per esempio ha fatto lei a proposito del mio articolo. Oltre alla ragione, il credente ha anche la rivelazione e gli insegnamenti della Chiesa. Se tutto ciò non gli serve a giudicare situazioni e fatti a cosa gli serve? Non si giudicano le persone, ma le politiche sì».di Fabio Dorigo Dat(e) a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio.

Non si accettano dichiarazioni anticipate sul fine vita. Soprattutto su Facebook. Ne sa qualcosa il sindaco Roberto Cosolini che martedì pomeriggio ha avuto la malaugurata idea di postare sulla sua pagina personale: «Abbiamo approvato in giunta la delibera per istituire il Registro delle Dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat)». Apriti cielo. Tanto è bastato per scatenare l’ennesima guerra di religione tra il Comune e la Curia di Trieste. «Il Sindaco Cosolini su Facebook si pavoneggia perché la giunta ha approvato l’istituzione dei registri delle Dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat). Niente di nuovo, solo uno stanco passato» scrive in tempo quasi reali sul sito di Vita Nuova il direttore Stefano Fontana, braccio secolare del vescovo Monsignor Giampaolo Crepaldi. Una scomunica servita in tempo reale. «Ci volevano anche le Dat» è il titolo dell’intervento di Fontana che annuncia anche per domani l’editoriale “La giunta delle Dat”. «Il sindaco Cosolini si è goduto sulla sua pagina Facebook l’immeritata pubblicità, ma ha poco di cui rallegrarsi oltre gli scarsi messaggi di compiacimento dei compiacenti. La giunta si è dimostrata vecchia. Perfino Pisapia a Milano è arrivato prima.

Forse pensava così di porsi all’avanguardia ed invece ha fatto solo l’epigone delle stanche mode che seminano passato pensando di aprire le porte al futuro. Un dazio da pagare ai luoghi comuni più reiterati, ai principi vincenti del pensiero unico e delle corporazioni che lo promuovono» attacca Fontana. I compiacenti “mi piace” sono in effetti solo 56. «Un ossequio all’intellighenzia superpagata – infierisce il direttore di Vita Nuova – che pontifica dal pulpito di Repubblica. Il dazio da pagare per essere up-to-date, dare l’impressione di essere aggiornati e giovani in una città in cui la politica si disinteressa dei giovani. Si disinteressa anche di tante altre cose, a dire il vero, ma non delle Dat: non costano nulla, danno molta pubblicità, ottengono i compiacimenti dei compiacenti e – cavolo! – danno un messaggio forte alla popolazione: la giunta veglia sui cittadini, pensa anche a quando moriranno e dà anche a loro stessi il modo di pensare fin da ora a quando moriranno». E il sindaco? Non l’ha presa bene. «L’attacco che mi sferra a proposito del post sottostante sulle Dat il direttore di Vita Nuova Fontana è così rozzo, intriso di intolleranza e di mancanza di rispetto verso la laicità delle Istituzioni civili da non meritare risposta. È rozzo e offensivo anche sul piano personale: consola che certo Fontana non rappresenta i credenti» si sfoga il sindaco raccogliendo un’ulteriore dose di “compiacente” solidarietà. «Spero che quella di Fontana non sia la linea del nostro vescovo» aggiunge Cosolini.

Anche se sanno tutti che il direttore di Vita Nuova è la voce di sua Eccellenza. Nello scontro tra Comune e Curia, che non è il primo, più di qualcuno chiede l’intervento politico dei segretari provinciale e regionale del Pd. Non senza malizia nel caso di Gianfranco Carbone. Antonella Grim, neosegretaria regionale del Pd e assessore della giunta Cosolini, vanta un passato da catechista come ha ricordato tempo fal’ex assessore Fabio Omero. La sua storia politica e spirituale si divide tra due Ettori, l’onorevole Rosato e don Malnati, vicario del vescovo. Sulle Dat del comune di Trieste rischia di conoscere il suo primo conflitto di interesse e di coscienza.

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