Tremila firme per legalizzare la cannabis

IL PICCOLO (Trieste 22/09/2016) – Tremila firme per legalizzare la cannabis

La proposta di legge dei radicali trova terreno fertile. Il segretario Magi: «Un duro colpo per le mafie»

di Diego D’Amelio

Trieste guida la battaglia antiproibizionista dei Radicali per la legalizzazione dell’uso delle droghe leggere. Sono infatti 3mila, su un totale di 35mila, le firme raccolte in città per la presentazione di una legge di iniziativa popolare volta a depenalizzare l’uso della cannabis a fini “ricreativi”: poco meno di una firma su dieci arriva dunque dal capoluogo giuliano. Il segretario nazionale dei Radicali, Riccardo Magi, ritiene «l’obiettivo ormai alla portata, visto che servono 50mila firme per depositare la legge: per questo il 24 e 25 settembre organizzeremo due giornate di mobilitazione nazionale con i nostri banchetti».

Magi era ieri a Trieste per illustrare l’iniziativa, che si affianca alla proposta di legge firmata da 220 deputati e 80 senatori, già calendarizzata per l’iter parlamentare: «Si tratta di un fatto storico: per la prima volta il dibattito su uso e coltivazione della cannabis è approdato in parlamento. Ma non è sufficiente: la prossima settimana il testo verrà rinviato in commissione, dove rischia di restare arenato, anche per l’ostruzionismo di forze come Ncd, che sono fondamentali per la maggioranza. Il parlamento deve sentire la pressione dell’opinione pubblica e la nostra legge di iniziativa popolare serve a questo: nessuna concorrenza». Inoltre, ricorda Magi, «le leggi di iniziativa popolare non decadono a fine della legislatura ma possono essere ripresentate nella successiva».

I Radicali ritengono la propria proposta come la più avanzata di quelle in discussione: autocoltivazione libera fino a 5 piante, possibilità di creazione di cannabis social club da 100 iscritti ciascuno, coltivazione a fini commerciali, indicazione della filiera produttiva e dei livelli di principio attivo sulle confezioni dei prodotti, distanza dei rivenditori da luoghi sensibili, divieto di pubblicizzare prodotti e consumo, livelli adeguati di tassazione, sanzioni per chi viola le normative. E infine abolizione di tutte le sanzioni penali per l’uso personale: un provvedimento quest’ultimo, che riguarderebbe anche le altre sostanze proibite e che si accompagnerebbe alla scarcerazione di chi è stato condannato per uso di stupefacenti o per le altre fattispecie che la legge intende depenalizzare.

In riferimento all’ultimo punto, Masi ha ricordato come, «così facendo, il Portogallo abbia ottenuto risultati sbalorditivi su riduzione delle dipendenze e della criminalità». Secondo il segretario radicale, infatti, il punto principale della proposta sta proprio nel contrasto alle mafie: «Investire miliardi in repressione non serve. Lo dice anche il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, favorevole alle proposte antiproibizioniste perché le più efficaci per combattere le organizzazioni criminali. In Italia la cannabis viene consumata regolarmente da 5-10 milioni di persone: legalizzarla sarebbe un duro colpo agli affari delle narcomafie».

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