Il Partito radicale merita di vivere

IL PICCOLO (Lettere) 11/09/2017 – Il Partito radicale merita di vivere

Politica

C’è ancora bisogno in Italia di un Partito radicale? Io ritengo di sì. Da socialista ho vissuto stagioni entusiasmanti. Mi riferisco a quelle che hanno visto l’introduzione nel nostro Paese del divorzio e della legalizzazione dell’aborto. Conquiste civili che oggi tutti danno per scontate ma che sono arrivate grazie all’azione dei radicali che hanno vinto un referendum storico.L’Italia è diventata un Paese moderno grazie alle iniziative di Marco Pannella, Emma Bonino, Adele Faccio, Adelaide Aglietta e tanti altri radicali.

Le loro battaglie non sono mai state battaglie d’ élite, ma battaglie di popolo, sempre con il coinvolgimento reale della gente comune. E hanno riguardato i diritti civili di tutti, anche degli ultimi come per esempio quella che ha riguardato la dignità e le condizioni di vita dei carcerati. Cosa importa se talvolta mi sono trovato in disaccordo con il Partito radicale. Una trentina di anni fa avevo già preso la doppia tessera, socialista e radicale, seguendo l’esempio dell’indimenticabile Loris Fortuna che, proprio nella nostra regione, aveva contrassegnato con la sua azione politica la realizzazione di leggi di civiltà che hanno cambiato la vita del nostro Paese e ottenuto il consenso dell’opinione pubblica. Lo faccio anche oggi a 66 anni, da neopensionato.

Non per un vezzo, né per interesse di qualsiasi genere (per età e per convinzione politica, rimanendo convintamente socialista, non sono alla ricerca di candidature e carriere). E aggiungo che la cifra richiesta per l’iscrizione non mi è indifferente, non essendomi arricchito con la politica e potendo disporre di un reddito frutto del mio lavoro da dipendente regionale. Lo faccio perché sono convinto che il Partito radicale meriti di continuare a vivere.

Alessandro Perelli

Presidente Associazione socialisti liberali triestini

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