Il taglio dei parlamentari è un taglio alla democrazia: solo populismo

Il Piccolo (Trieste) 18 febbraio 2012 – Il taglio dei parlamentari è un taglio alla democrazia: solo populismo

La lettera del giorno

Manca poco più di un mese allo svolgimento del referendum per la riduzione del numero dei parlamentari.In questo clima di delegittimazione della politica è facile prevedere una scarsa partecipazione e una larga vittoria del Sì. La gente non ha fiducia nella classe politica, e frasi del tipo “Meno ne gavemo, meio xe” o “Cussì i ruberà de meno” si sentono proferire, quando si parla di tale argomento, nei bar e nelle strade di Trieste.

E buona parte delle forze politiche, alla ricerca del facile consenso, o cavalca questa posizione o non la contrasta. Io continuo a credere al disegno dei Padri costituenti che individuarono nell’attuale numero dei nostri rappresentanti parlamentari il modo più funzionale alle esigenze democratiche e alla rappresentatività dei territori.Ridurre di un terzo il numero dei deputati e dei senatori non solo non sarebbe un grande risparmio, (è stato calcolato circa lo 0,07% della spesa pubblica, in pratica un caffè al giorno) ma sarebbe un taglio alla rappresentatività istituzionale, a mio parere un vero taglio di democrazia.

Si può discutere se ridurre gli emolumenti percepiti dai parlamentari ma ridurne il numero significa fare solo del populismo, introducendo il concetto della inutilità delle forme democratiche decise dalla nostra Costituzione e indirettamente preparare il terreno a nuove avventure dittatoriali o del Pensiero unico.Senza parlare anche, nel nostro territorio, delle conseguenze che colpirebbero la minoranza slovena, che probabilmente perderebbe la sua rappresentanza. Per questi motivi al referendum in questione voterò No.

Alessandro Perelli

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