Walter Mendizza – Il Porcellum

NOTIZIE RADICALI 04/03/2013 – Il Porcellum

di Walter Mendizza

mendizza1Vi racconto una storiella, che forse sapete già, ma che gli italiani non sanno. Per ignoranza, o per malafede, questa storia non viene mai raccontata, e invece viene raccontata una storia ben diversa. Si tratta della nostra legge elettorale c.d. “porcellum” in onore al primo firmatario, Roberto Calderoli della Lega Nord, che l’aveva presentata e che, a quanto dicono le cronache, avrebbe poi affermato che si trattava di una porcata. Dal mio punto di vista, la questione esegetica del termine “porcata” non è molto rilevante; quello che conta è chiarire una volta per tutte, perché Calderoli si è espresso così a riguardo la “sua” legge e perché di questa colossale manipolazione mediatica dei cittadini.

Verso la seconda metà del 2005 fu presentata al Parlamento, con maggioranza di centrodestra, una nuova legge elettorale, che prevedeva un premio di maggioranza (nazionale) sia alla Camera che al Senato. Chi avrebbe vinto le elezioni avrebbe potuto governare. L’allora presidente della Repubblica (Carlo Azeglio Ciampi), uomo di centrosinistra, dichiarò che, se la legge fosse stata approvata, lui non l’avrebbe convalidata. Effettivamente la legge era anti costituzionale, perché la Costituzione vieta il premio di maggioranza (nazionale) al Senato.

La legge fu modificata, secondo le indicazioni del presidente della Repubblica, e poi fu rimandata alle Camere, che la approvarono. Senza il premio di maggioranza nazionale, e con un premio di maggioranza regionale. Premio di maggioranza totalmente inutile e insensato, perché non implica in nessun modo che si crei una maggioranza (assoluta) al Senato. Il premio di maggioranza regionale serve solo a rendere un po’ più iniqua e più aleatoria la distribuzione finale dei seggi, rispetto al proporzionale puro, e dunque aumenta (sempre rispetto al proporzionale puro) la possibilità di avere una maggioranza. Ma non la garantisce, come accadeva invece per il premio di maggioranza nazionale. Lo stesso primo-firmatario della legge (Calderoli), amareggiato dal fallimento del suo progetto maggioritario, disse: “è una porcata”. Formalmente il presidente della Repubblica aveva ragione, tuttavia nel nostro paese sono innumerevoli le illegalità, anche commesse dalle stesse istituzioni dello Stato, le leggi anticostituzionali, i referendum votati dalla maggioranza degli elettori, e clamorosamente ignorati dai Parlamenti, le leggi in contraddizione fra loro, ecc.

Nel contesto politico dell’epoca risultava invece abbastanza chiaro che il presidente della Repubblica aveva voluto, in quel caso, essere rigorosissimo solo perché voleva fare il possibile per ostacolare l’azione parlamentare della coalizione di centrodestra, che avrebbe approvato la legge elettorale, e che, grazie alla nuova legge del 2005 (che aveva una quota proporzionale maggiore della legge elettorale allora vigente) avrebbe probabilmente limitato i danni elettorali delle successive elezioni del 2006. E avrebbe comunque garantito la governabilità al vincitore, che presumibilmente sarebbe stato il centrosinistra. Però, pur di non favorire l’azione parlamentare del centrodestra, il presidente della Repubblica preferì appigliarsi ad un cavillo della Costituzione, uno dei più osceni paragrafi di una Costituzione decente, ma non esente da gravi errori.

Meglio l’ingovernabilità che compiacere il “berlusconismo”, sembrava pensare l’allora presidente della Repubblica. E certamente qualche decina di milioni di italiani, ciechi tifosi dell’anti berlusconismo, la pensavano come lui. E del resto, subito dopo le recenti elezioni del 2013, un tale Sallusti ha detto la stessa cosa, solo al contrario (“meglio l’ingovernabilità che essere governati da Bersani e Vendola”). La sorte beffarda riservava una brutta sorpresa al fazioso presidente della Repubblica, e ai numerosissimi italiani che gioivano per i fastidi che lui provocava all’allora governo di centrodestra.

Nelle successive elezioni del 2006 il centrosinistra prese la maggioranza relativa alla Camera e al Senato. Alla Camera c’era il premio di maggioranza, al Senato no, e il paese fu ingovernabile. Il centrosinistra fece una figura meschina, il (tentativo di) governo di centrosinistra cadde, e alle successive elezioni del 2008 la coalizione di centrosinistra fu massacrata. E si noti che nel corso della campagna elettorale di allora, quella immediatamente successiva alla legge elettorale detta “porcata” (porcellum) il leader della coalizione di centro sinistra (tale Prodi, possibile futuro presidente della Repubblica) aveva più volte detto che la legge elettorale era stata fatta dal centrodestra per favorire se stesso, e per rovesciare la volontà degli elettori (?!) dimenticando, già allora, l’intervento devastante e decisivo del presidente della Repubblica. Senza quell’intervento, il centrosinistra avrebbe potuto governare!
Poi, nel 2008, vinse il centrodestra, con una maggioranza talmente rilevante da ottenere la governabilità anche al Senato. Nelle successive elezioni, quelle appena concluse del 2013, ha vinto di nuovo il centrosinistra, che prende la maggioranza relativa alla Camera e al Senato. Alla Camera c’era il premio di maggioranza, al Senato no, e il paese è di nuovo ingovernabile (o quanto meno ingovernabile dal solo centrosinistra, che è pur sempre il vincitore).

Nonostante tutto questo, i media continuano a raccontare storie false o confuse agli italiani. Spesso dicono “è tutta colpa della legge elettorale approvata dal centrodestra, il famigerato “porcellum”!” . Naturalmente questa è una menzogna, o per ignoranza o per malafede. Non è colpa della legge voluta dal centrodestra, ma è colpa del diniego dell’ allora presidente della Repubblica, che aveva dichiarato di non firmare la prima versione della legge. Lo stesso termine “porcellum” è totalmente fuorviante, visto che l’esclamazione (“porcata”) del primo-firmatario era dovuta probabilmente proprio al disappunto per la bocciatura del premio di maggioranza al Senato. E comunque sia, la legge elettorale 2008 era inesorabilmente segnata dall’azione dell’allora presidente della Repubblica, e dunque è assai fuorviante chiamarla “porcata” attribuendo tale porcata al centrodestra, senza tener conto dell’azione dell’uomo di centrosinistra.

Oppure i media dicono “ora si dovrà andare di nuovo al voto, ma bisogna prima cambiare la pessima legge elettorale!”. E anche questa è una scemenza, perché il problema non è la legge elettorale, il problema è la Costituzione! Bisognerebbe semmai cambiare la Costituzione, anche se è la più bella del mondo, santificata dalle litanie ipocrite e ottuse di Bersani e di Benigni. E’ la Costituzione che vieta il premio di maggioranza (nazionale) al Senato, e senza il premio di maggioranza (nazionale) al Senato non c’è alcuna garanzia che si formi una maggioranza assoluta al Senato. Con nessuna legge elettorale che rispetti un minimo di equità e di rappresentatività. Se capita che ci sia una maggioranza assoluta al Senato, capita per puro caso, oppure può capitare che una coalizione ottenga una maggioranza di voti talmente ampia da rendere molto probabile (anche se non matematicamente certa) la maggioranza assoluta dei seggi.

Come è possibile che i media scrivano, e dicano in TV, WEB, radio, ripetutamente, da 7-8 anni, simili falsità? Due risposte, come dicevo: ignoranza, e malafede. Anche se gli stessi media vantano invece grande competenza e imparzialità. Dopo 7-8 anni di balle continuative, credo che oggi perfino i simpatizzanti di Berlusconi credano alla storiella opposta a quella che ho raccontato qui.

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