Non versa i contributi ai dipendenti, Fidenato sostenuto dalla Bonino

IL MESSAGGERO VENETO (Pordenone) 28/11/2011 – Non versa i contributi ai dipendenti, Fidenato sostenuto dalla Bonino

Ancora una volta i radicali si sono schierati a fianco di Giorgio Fidenato, l’imprenditore e presidente dell’associazione Agricoltori Federati della Provincia di Pordenone Giorgio Fidenato, il quale non versa più i contributi dei suoi dipendenti, ai quali dà la busta paga lorda. Ma questa volta l’appoggio non si limita ai radicali friulani, sempre presenti alle manifestazioni organizzate dal Movimento Libertario fondato da Fidenato con l’editore Leonardo Facco. In questi giorni esce in libreria il libro “I doveri della libertà”, l’intervista a cura di Giovanna Casadio alla vicepresidente del Senato Emma Bonino edito da Laterza dove Emma Bonino racconta la sua vicenda politica. Emma Bonino, protagonista di un modo diverso di fare politica.

Ne “I doveri della libertà” Emma Bonino racconta il lungo cammino per i diritti. All’interno di questo interessante libro è dedicato un passaggio alla vicenda di Fidenato. Infatti la Bonino evidenzia «l’esempio dell’imprenditore di Pordenone Giorgio Fidenato che si mette in testa di non esigere più per e al posto dei suoi dipendenti il sostituto d’imposta, cioè si rifiuta di assumere il ruolo di esattore verso i suoi dipendenti per conto dello Stato e si autodenuncia alle istituzioni, dissobedisce. Ma chi ne ha sentito parlare? Poteva essere una bandiera per gli amanti della libertà. Invece nulla». Ancora una volta i radicali, attraverso il presidente regionale Stefano Santarossa, ribadiscono l’appoggio a questa battaglia nel contenuto e nel metodo. Il contenuto è stato per i radicali anche tema di una proposta referendaria per l’abolizione del sostituto d’imposta del 1999 che è stata però cassato dalla Consulta.

Il quesito fiscale dei radicali sul sostituto d’imposta mirava infatti ad abolire la trattenuta alla fonte nella busta paga dei lavoratori dipendenti consentendogli di ricevere interamente la retribuzione e versare solo dopo le imposte. Di fronte alla resistenza di tutta la classe politica (tranne la pattuglia radicale) allora Fidenato ha deciso, assieme ad altri imprenditori che forniranno sostegno economico per le spese legali da sostenere nella vertenza con lo Stato, a portare avanti la lotta compiendo un atto di «disobbedienza civile» in pieno stile “radicale”. Di qui il sostegno della Bonino.

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