Dove sta andando la psichiatria?

L’intervento che segue, del nostro amico e compagno Walter Mendizza, affronta una questione ancora “aperta”. Le opinioni di Mendizza possono non essere condivise, però ben vengano se possono contribuire a una riflessione e a un confronto necessari. (Valter Vecellio – Notizie Radicali)

Questo scritto è diretto ai Radicali, a tutti i radicali di tutte le associazioni, perché parla di una delle iniquità più grandi che esistano, una prepotenza e una sopraffazione da lasciar basito chiunque ci guardi dentro: quella di coloro che credono di avere il diritto di valutare lo spirito umano. L’avrete capito, mi riferisco a quel mondo di prevaricazioni e vessazioni che va sotto il nome di “psichiatria” e a quel modo di esercitarla per cui essa diventa sovrana e indiscutibile come se fosse dotata di chissà quali poteri sovrannaturali.

Già le decine e decine di classificazioni dovrebbe allertarci sulla delicatezza del tema: nevrosi isteriche o fobiche oppure ossessive o depressive, psicosi paranoide, schizofrenie, disturbi bipolari, paranoie, deliri, allucinazioni, dissociazioni, appiattimenti affettivi, autismi, e chi più ne ha più ne metta. C’è chi classifica le malattie mentali sulla base della funzione colpita (disturbi delle attività razionali e logiche o della vita affettiva e dell’umore o della personalità) e chi utilizza il criterio dell’età di insorgenza della malattia, oppure l’andamento della malattia oppure ancora si classificano le malattie attraverso le reazioni, ecc.

Non voglio discutere il valore della scienza in sé, ma è ovvio che tranne i rari casi dove si riscontrano infiammazioni cerebrali sostenute da reperti tomografici, per il resto siamo ancora nell’ambito delle ipotesi.
Non c’è da meravigliarsi se in molti casi non si riesce a cavare un ragno dal buco. Quello che invece c’è da meravigliarsi è quando si accetta senza pensarci la lesione dei diritti fondamentali della persona, il presunto diritto attribuito ad alcuni di sanzionare mediante l’incarcerazione a vita le cavie delle loro ricerche nel campo dello spirito umano. Sì signori: perché di incarcerazione si tratta! L’istituto per alienati, i centri di salute mentale, sono vere e proprie prigioni dove avvengono internamenti arbitrari con la copertura della scienza e della giustizia.

La repressione della reazione antisociale è inaccettabile. Soprattutto quando la reazione antisociale non provoca danno ad alcuno. Invece stiamo ammettendo che si interferisca con il libero sviluppo di una deviazione, e rispetto a quale standard? Qualche mese fa mi sono occupato di un ragazzo rinchiuso in un centro di salute mentale qui in FVG, dove gli stavano somministrando farmaci neurolettici a dosi da cavallo. La mamma ha raccolto un pacco di 15 cm di documentazione dove altri medici psichiatri da lei consultati affermano che i farmaci che stavano dando al ragazzo erano dannosi per la sua salute. Ciononostante il centro di salute mentale non ha interrotto né modificato la terapia.

Di fronte alle reazioni energiche della madre, si è finito per nominare un amministratore di sostegno (ads) esterno alla famiglia (un’avvocatessa) che nulla sa del ragazzo ma che ha accolto l’opinione dei medici curanti di continuare la stessa terapia, per mera accettazione dell’operato del centro, senza leggere le cartelle cliniche e senza prendere in considerazione le diverse opinioni. La madre, in un primo momento, ha tentato di scappare con il figlio e lo ha portato in una struttura abilitata di Padova. Tuttavia il padre d’accordo con l’ads, dopo averli trovati, ha mandato due infermieri assieme a due carabinieri per riportarlo al csm della regione. Dato che a questa situazione non c’è via di uscita, e dopo un trattamento sanitario obbligatorio che è durato ben 18 mesi (una cosa allucinante a detta di alcuni esperti), questa mamma disperata ha deciso di portare via di nuovo il figlio per ricoverarlo in un’altra struttura. A questo punto l’ads ha presentato al giudice richiesta di interdire il ragazzo! Il 20 di questo mese ci dovrebbe essere la prima udienza dell’istanza di interdizione. Non so come andrà a finire questa storia.

Quello che invece so è che mi sto documentando e devo ammettere che il numero di “casi strani” è piuttosto rilevante. Tanto da far pensare che sotto sotto ci sia qualcosa di oscuro e terribile che non trapela. Per cominciare, ho scoperto che ci sono decine di morti e di suicidi mascherati nella psichiatria (il numero più alto di Europa) e quelli che non muoiono sono comunque vittime assieme alle loro famiglie. Un intero popolo privato dei propri diritti e dimenticato. Un’altra cosa che so è che neppure i Radicali ne sanno molto, legati come siamo rimasti a Basaglia e a un basaglismo intransigente che ha indubbiamente fatto la storia trent’anni fa, ma che non è più all’avanguardia nel mondo. Siamo rimasti intrappolati nella camicia di forza imposta da una presunta libertà che andava bene quando i disturbi mentali non erano né diagnosticabili né curabili come invece pare lo sarebbero oggigiorno a detta del prof. Cassano di Pisa e del prof. Mario Maj dell’Università di Napoli.

Un’altra cosa che ho scoperto è che se qualcuno osa parlare su questo tema gli si vomita addosso: “ma voi volete riaprire i manicomi!?”. Certo, noi che siamo abituati a vedere la luna e non il dito, sappiamo che si tratta di uno slogan stupido che rivela solo un terrificante dogmatismo. Tuttavia questo slogan ha un effetto istantaneo: quello di mettere tutti a tacere, mentre la verità è che è nata una nuova “chiesa”, portatrice di un falso messaggio di libertà (le porte devono essere aperte) laddove nella realtà ti drogano con dosi da cavallo affinché tu non possa alzarti dal letto. Altro che porte aperte. Nel frattempo, con l’istituzione degli amministratori di sostegno, si depredano i beni e le proprietà dei malati e delle famiglie. Questo è quello che ho visto e quello che mi è stato riferito da decine di altre vittime di questo sistema, qui a Trieste.

Certo, si tratta di un altro “caso Italia”, ancora altra carne al fuoco nelle battaglie radicali. Ma che altra scelta abbiamo? Andare a ficcare il naso in questo mondo di mala-psichiatria non interessa nessuno perché se già la battaglia sulle carceri non porta voti, figuriamoci questa. Ti metti contro i grandi potentati del PD (la psichiatria è tutta quanta di sinistra) che è in comunella con altrettanti e più grandi onni-potentati (la magistratura e in particolar modo, mi dicono, Magistratura Democratica) per difendere dei poveracci che nella maggior parte dei casi non hanno neppure famiglia.

Non a caso Trieste presenta il tasso di interdizione più elevato del pianeta: Trieste è la città più “vecchia” di Italia e la seconda più vecchia al mondo, nel senso che è piena zeppa di anziani, in gran parte soli e quindi facile preda di questa nuova e diabolica figura giuridica che sono gli amministratori di sostegno. Ads che sono nominati sempre dagli stessi giudici! A Trieste ci sono ben 700 ads che “sostengono” 25.000 anziani! So di casi in cui gli ads hanno venduto la casa dell’amministrato per metterlo poi in una struttura pubblica … due piccioni con una fava: l’ads si toglie la preoccupazione di occuparsi dell’anziano/a e gestisce i soldi del suo patrimonio… certo, pagando la retta della casa per anziani, ci mancherebbe… fate un po’ voi…

Ormai i casi di TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio) non si contano più. Questo vuol dire che siamo arrivati alla frutta. La mistura delle tre “i” (ideologia, imperizia e interessi) sta dando i suoi frutti più velenosi; addirittura sono riusciti a fare un TSO anche a un magistrato titolare delle indagini che hanno portato alla scoperta del ruolo della psichiatria in Sette massoniche ed esoteriche ai vertici militari, politici e di altri poteri forti allo scopo di creare un sistema di controllo e condizionamento mentale. Per chi vuole deliziarsi su questo, si veda il caso di Paolo Ferraro (basta andare su YouTube e scrivere Paolo Ferraro magistrato).

Sperando che questo scritto non vi abbia causato particolari ansie o reazioni conflittuali o qualche depressione neuro reattiva, ché sareste a rischio di TSO, auguro a tutti buone feste. Se potete.

Walter Mendizza

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