Trieste – Mobilitazione sulla “giustizia e per l’amnistia”

amnistia

Cari Amici e compagni,

mancano 135 giorni all’ultimatum imposto all’Italia dalla Corte EDU con la sentenza Torreggiani affinché siano rimosse le cause strutturali che generano i “trattamenti inumani e degradanti” (Tortura: art. 6 della CEDU) nelle nostre carceri, e il Parlamento ancora non ha discusso il messaggio solenne che l’8 ottobre 2013 il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato alle Camere.

Garante supremo del rispetto della legalità da parte dello Stato, il Presidente Napolitano ha voluto utilizzare lo strumento principe che la Costituzione (art. 87) gli affida per rivolgersi al Parlamento. In quella occasione, Napolitano ricordava a deputati e senatori che l’Italia viene “a porsi in una condizione che ho già definito umiliante sul piano internazionale per le tantissime violazioni di quel divieto di trattamenti inumani e degradanti nei confronti dei detenuti che la Convenzione europea colloca accanto allo stesso diritto alla vita. E tale violazione dei diritti umani va ad aggiungersi, nella sua estrema gravità, a quelle, anche esse numerose, concernenti la durata non ragionevole dei processi.”

Non solo carceri, dunque, ma anche giustizia negata dall’irragionevole durata dei processi.

“Confido – scriveva Napolitano oltre tre mesi fa agli ‘onorevoli parlamentari’ – che vorrete intendere le ragioni per cui mi sono rivolto a voi attraverso un formale messaggio al Parlamento e la natura delle questioni che l’Italia ha l’obbligo di affrontare per imperativi pronunciamenti europei. Si tratta di questioni e ragioni che attengono a quei livelli di civiltà e dignità che il nostro paese non può lasciar compromettere da ingiustificabili distorsioni e omissioni della politica carceraria e della politica per la giustizia.”

Per queste ragioni Sabato 25 gennaio a partire dalle ore 9.00, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, saremo presenti davanti alla Corte d’Appello a Trieste, con i cartelli e bandiere a sostegno della battaglia per l’amnistia e la riforma della giustizia.

Fatemi sapere chi può intervenire. Grazie.

Marco Gentili

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