Walter Mendizza – Il cavaliere non ha arroccato

NOTIZIE RADICALI – Il cavaliere non ha arroccato (25/01/2011)

di Walter Mendizza – Massimo Bordin nella rassegna stampa di “Radio Radicale” “Stampa e Regime” ha letto un articolo intitolato “L’arrocco del cavaliere”, commentando qualcosa a riguardo dell’uso del termine scacchistico per palesare lo stato in cui si trova il Premier. In effetti l’articolo parla di Silvio Berlusconi costretto a difendersi mentre le agenzie di stampa rovesciano piccanti indiscrezioni e importune confidenze sulle sue serate. Viene dipinto come un sultano ostaggio nel Bordello in preda all’orgia del potere.

Perciò il Cavaliere deve difendersi, tuttavia anche se è vero che l’arrocco è una mossa difensiva utilizzata per mettere il Re in sicurezza togliendolo dal centro, è indubbio che il termine sia inappropriato. In effetti chiunque giochi a scacchi sa che l’arrocco va fatto quasi sempre all’inizio partita. Molti scacchisti addirittura lo fanno alla quarta mossa subito dopo aver fatto spazio sviluppando il cavallo e l’alfiere. Lo scopo è quello di mettere quanto prima a sicuro il Re per poi dedicarsi al centro partita. L’analogia con il nostro premier è quindi del tutto infondata. Non siamo né all’inizio e neppure al centro partita.

Stiamo invece assistendo ad un finale di partita. Magari potrà anche essere un gran finale come quelli che ci consegnò il Grande Maestro e campione del mondo negli anni Venti, José Raùl Capablanca, ma in ogni caso di finale si tratta. Gli scacchi hanno alcuni vocaboli che sono tipici del gioco. Se proprio si desidera trovare un termine scacchistico, ce n’è uno che appare particolarmente indicato per la situazione che sta vivendo il nostro Presidente del Consiglio: lo Zugzwang.

Si tratta di una parola tedesca che significa “obbligato a muovere”. Negli scacchi si riferisce alla situazione in cui un giocatore si trova in difficoltà perché qualsiasi mossa faccia, è costretto a soggiacere ad una grave perdita di materiale. In generale, negli scacchi “avere la mossa” è un vantaggio, in quanto il giocatore che muove è quello che decide come portare avanti la partita. La situazione di Zugzwang descrive di gran lunga la condizione che sta vivendo il Premier ed è un termine più appropriato dell’arrocco proprio perché a poco a poco Berlusconi ha esaurito tutte le mosse vantaggiose possibili.

E come negli scacchi, lo Zugzwang spesso si verifica nei finali di partita, quando il numero di pezzi sulla scacchiera e di conseguenza il numero di mosse possibili, si riduce enormemente e quelle poche rimaste non sono efficaci. Lo strazio della dichiarazione che da quando si è separato ha avuto uno stabile rapporto di affetto con una persona è un coup de théatre che non è servito a nulla. Tutta l’Italia dubita che tale fidanzata esista e ormai si sprecano i siti con foto di fidanzate immaginarie. Berlusconi non può non fare niente e come se non bastasse deve anche governare. Dichiarare che si tratta di una trappola non lo salva di certo e la teoria del complotto non fa più presa. La fibrillazione nella maggioranza è altissima. Fini ha dimostrato di essere uno che la sapeva lunga ed è uscito in tempi non sospetti prima che la nave affondasse anche se i segnali si imbarcava acqua c’erano da tempo. Adesso che la nave sta colando a picco, quelli che erano in bilico ma non si sono schierati con Gianfranco Fini non sanno più cosa fare.

La dichiarazione di Letta sull’importanza di restare uniti e compatti, ha avuto l’effetto contrario mandando tutti in affanno. Sono quelli che hanno il vizio tutto italico di non saper schierarsi, di non aver mai finito una guerra con lo stesso alleato per paura che la perdesse; sono quelli che guardando il calendario non sanno dire se è troppo presto o troppo tardi per andare ad elezioni.

No, Berlusconi non ha affatto arroccato. Anzi, ha accelerato la fine della partita e ha messo la sua maggioranza in Zugswang.

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