Enrico Sbriglia, lettera alla ministra Cartabia

Sig.ra Ministra Cartabia,

mi consenta, sommessamente, di porgerLe un consiglio: scompagini l’ordinaria ipocrisia che regna, indisturbata da oltre un trentennio, nella gestione del sistema penitenziario italiano e imponga una visone per davvero costituzionalmente orientata, valorizzando la possibilità concessaLe dal mandato governativo, per ricomporre un ragionevole contesto di regole che serva a migliorare le condizioni delle carceri, offrendo alla generalità delle persone detenute una reale e diffusa possibilità di riscatto che meriti di essere colta, anzitutto rendendo quel mondo più umano e già solo per questo più sicuro.

Segua il Suo intuito femminile, la Sua intelligenza, la Sua sensibilità e, soprattutto, accerti sempre la veridicità delle versioni che Le provengono dagli apparati, in particolare quelli di vertice.

Se poi Le permangono dei dubbi, si rivolga innanzitutto a chi operi in prima linea nelle carceri ed esiga che si riferisca con onestà, con lealtà, con chiarezza, con il cuore…..

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