L’eutanasia legale e i parlamentari triestini

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Come Carlo Lizzani, Mario Monicelli e Michele Troilo, ogni giorno in media quattro malati terminali si suicidano nei modi più atroci. Non è riconosciuta la possibilità di uscire dignitosamente di scena.

Il 13 settembre 2013 oltre 67.000 cittadini depositarono alla Camera dei Deputati una proposta di legge per l’eutanasia legale, il testamento biologico e l’interruzione delle terapie. Una campagna promossa da Associazione Luca Coscioni, Exit Italia, U.A.A.R., Radicali Italiani, Amici di Eleonora onlus e Associazione Radicale Certi Diritti. Di queste ben 5.720 vennero raccolte a Trieste. La raccolta di firme è continuata sul web, superando le 80.000.

In un anno il Parlamento non ha fatto assolutamente nulla: né un’audizione, né un dibattito. Anche l’informazione è stata carente: sembra che servano suicidi eccellenti per parlare di questi temi.

Il presidente Napolitano ha invitato recentemente il Parlamento e il Governo a non girare la testa dall’altra parte e ad affrontare il tema del fine vita con un sereno e approfondito confronto: discutere la proposta di legge depositata dall’Associazione Coscioni può essere un primo passo. Ascoltare le parole del teologo Hans Küng a favore del diritto all’autodeterminazione nelle scelte di fine vita può essere molto utile.

Si tratta, inoltre, di far rispettare l’art. 71 della Costituzione che riconosce anche al popolo la possibilità di proporre leggi. Eppure nessuna proposta di legge di iniziativa popolare è stata mai discussa dai Parlamenti che finora si sono succeduti.

Nell’ambito delle manifestazioni in cento città indette dall’associazione Luca Coscioni a Trieste si terrà una conferenza stampa venerdì 12 settembre alle ore 11.00, presso il Caffè Verdi di Trieste, in piazza Verdi, per rompere l’indifferenza sul fine vita e far rispettare i diritti che la nostra Costituzione già prevede.

Alla conferenza stampa sono stati invitati i parlamentari triestini per raccogliere il loro impegno affinché la proposta di legge sia discussa al più presto in Parlamento.

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