La nomina di Panzini divide Trieste cambia

IL PICCOLO (Trieste) 13/08/2011 – La nomina di Panzini divide Trieste cambia

Clara Comelli, presidente della lista per Cosolini, critica l’indicazione del segretario in PromoTrieste

La radicale Clara Comelli, presidente della lista “Trieste cambia con Cosolini”, dissente sulla nomina di Massimo Panzini in PromoTrieste fatta dal primo cittadino in persona. Una nomina del suo collaboratore in campagna elettorale, che affianca Comelli al vertice della lista in qualità di segretario. Una guerra in casa? Più che la figura di “codino” – com’è soprannominato Panzini da sempre in Municipio, già da quando affiancava prima Dipiazza e poi Rosato – alla neopresidente di “Trieste cambia” non è piaciuto il metodo. «Mi rivolgo al sindaco Cosolini riguardo alle nomine di Massimo Panzini e Fulvio Vallon (in quota Sinistra, ecologia e libertà, ndr) a rappresentanti del Comune nel consiglio direttivo di Promotrieste il primo e nella commissione provinciale del lavoro il secondo.

Ritengo che le nomine avrebbero dovuto essere subordinate alla costituzione di un Comitato di garanzia – dice Comelli – per vagliare in via preventiva il curriculum di coloro che ambiscono a cariche la cui nomina è di competenza del sindaco». Il Comitato è presente nel programma di Cosolini e, a quanto pare, il sindaco è intenzionato a portarlo avanti. Solo che per la presidente di Trieste cambia è partito con il piede sbagliato. «Per tenere fede a questo impegno bastava o una nomina protempore di qualche mese – dice – o una breve proorgatio degli occupanti precedenti (l’ex assessore di centrodestra Paolo Rovis si è dimesso da PromoTrieste e «confidava» nell’indicazione del suo successore Fabio Omero, ndr) in attesa di mettere a fuoco i nuovi meccanismi del Comitato». Comelli era candidata nella lista Trieste cambia, anzi risulta la prima dei non eletti (dopo l’unico consigliere Roberto Decarli). Proviene dai Radicali, non è pentita dalla scelta di aver appoggiato Cosolini e il centrosinistra. La sua è una «questione di coerenza e non è coerenza da poco».

E così lancia «osservazioni come queste che, sindaco Cosolini, sono necessarie eccome. Hanno lo scopo di ricodarle, sindaco, che in democrazia, il potere va tanto esercitato quanto sottoposto a controllo. Ed era proprio a questo principio che ci siamo ispirati nello stendere il programma di Trieste cambia». Non una volontà di «sparare a zero», ma la richiesta di applicare il programma.

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